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Immersione subacquea: Guida e consigli per praticarla

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L’immersione subacquea è un’attività sportiva molto piacevole ma, allo stesso tempo, pericolosa. Si tratta, infatti, di una disciplina che deve essere svolta soltanto da persone in possesso delle capacità e delle informazioni necessarie per non correre alcun rischio per la propria salute.

Chi vuole divertirsi a esplorare i fondali marini, deve, necessariamente, munirsi di un equipaggiamento completo e, a volte, anche del brevetto legale. In una zona come l’Italia, dove c’è uno dei mari più belli al mondo, praticare questa attività può essere davvero una grande scoperta, tanto che sempre più persone si avvicinano al mondo delle immersioni subacquee.

Ma cosa si nasconde dietro questo affascinante sport? Lo vediamo insieme con questa guida che si pone l’obiettivo di rispondere a ogni dubbio o domanda inerente al modo migliore per avvicinarsi alla disciplina e al praticarla nel modo più sicuro e corretto.

 

I vantaggi delle immersioni subacquee

Come tutti gli sport, anche praticare immersioni subacquee porta dei benefici sia fisici sia psichici. Essendo, comunque, una disciplina parente del nuoto, i principali vantaggi sono sulla condizione fisica. Nuotando sott’acqua, infatti, si allenano sia i muscoli sia il sistema cardiovascolare.

Muovendosi sott’acqua, le fibre muscolari lavorano di più e, dunque, migliorano la flessibilità e la forza. Alla lunga, praticare immersioni significa aumentare la resistenza del proprio fisico e rendere più toniche alcune parti del corpo.

Un ulteriore vantaggio deriva dall’effetto curativo dell’acqua che, come dimostrato da diversi studi scientifici, ha un naturale effetto di guarigione, anche grazie alla necessità di respirare ossigeno. Pure la respirazione trae beneficio dall’effettuare, con regolarità, delle immersioni subacquee, visto che costringendo la persona a respirare profondamente e lentamente, contrasta i problemi di sovra-distensione polmonare.

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Trattandosi di uno sport, l’immersione subacquea combatte lo stress e ne abbassa i livelli. Trovandosi in un ambiente sconosciuto, il sub è costretto a concentrarsi e a restare calmo per godersi lo spettacolo che lo circonda. Di conseguenza, sia i muscoli sia il cervello si rilassano e rilasciano endorfina, l’ormone del benessere.

Non si deve sottovalutare l’aspetto della socializzazione, perché quando si decide di seguire un corso di immersioni subacquee, si condivide una passione con altre persone. In questo modo, si può allargare la cerchia degli amici, trovarne di nuovi e organizzare allenamenti in compagnia.

Inoltre, facendo immersioni c’è maggiore possibilità di viaggiare e scoprire angoli remoti e incontaminati del mondo, dove godersi lo straordinario spettacolo della Natura.

Infine, come capita anche per altri sport, l’immersione subacquea migliora la circolazione e riduce la pressione sanguigna. Sono tanti, infatti, gli studi che dimostrano come chi pratica quest’attività corre un rischio minore di andare incontro a ictus o attacchi cardiaci.

 

I pericoli delle immersioni subacquee

Come già accennato, fare immersioni subacquee non è uno sport privo di pericoli. Per questo motivo, è fondamentale che prima di cominciare si segua un corso e si apprendano le informazioni necessarie. Molte volte, infatti, le persone tendono a sottovalutare i rischi di andare sott’acqua senza le dovute precauzioni e vanno incontro a problemi e, nei casi più gravi, alla morte.

Uno dei pericoli più comuni durante un’immersione subacquea riguarda le membrane timpaniche che vengono sottoposte alla pressione crescente dell’acqua. Pertanto, in alcuni casi si rende necessario essere in grado di effettuare la decompressione o la manovra di Valsalva.

Inoltre, la pressione dell’acqua può provocare danni ai polmoni. Il rischio più comune è andare incontro alla rottura degli alveoli e alla saturazione da azoto. In questi casi, è molto importante pianificare in anticipo sia il tempo di immersione ed emersione sia la profondità a cui si vuole arrivare.

In ogni caso, la scelta migliore da fare è affidarsi a un bravo istruttore in grado di guidare gli allievi durante il processo preparatorio e nelle prime immersioni, in modo tale da garantire la massima sicurezza.

 

Attrezzatura per le immersioni subacquee

Prima di affrontare qualsiasi genere di immersione subacquea, è necessario munirsi dell’attrezzatura idonea allo scopo, sia dal punto di vista della sicurezza sia dell’efficacia e della comodità dell’immersione.

Naturalmente, prima di comprare qualsiasi oggetto, bisogna informarsi e conoscerne le caratteristiche. Dunque, anche in questo caso, l’aiuto di un esperto potrebbe risultare decisivo. Ogni persona, infatti, è diversa dall’altra, pertanto deve scegliere l’attrezzatura più adeguata sia alle proprie esigenze sia alle proprie peculiarità fisiche.

È questo il motivo per il quale prima di acquistare un’attrezzatura completa, molti appassionati preferiscono noleggiarla. Così facendo, potranno scoprire quali modelli di maschera, di pinne o di muta da sub fanno davvero al caso loro e gli permettono di godersi al massimo l’esperienza.

Riassumendo, ecco ciò che non deve mai mancare durante un’immersione subacquea:

Questo è il kit base, poi ciascun sub, in base alla propria esperienza, potrà gestirlo come preferisce, l’importante è affrontare l’immersione sempre in modo responsabile e in condizioni di assoluta sicurezza, non solo per sé stesso ma anche per il luogo che si sceglie.

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Come affrontare un’immersione subacquea

Può sembrare banale, ma oltre all’attrezzatura, è importante affrontare le immersioni in condizioni idonee, a cominciare dall’ovvio, ossia che bisogna saper nuotare. E non soltanto in piscina, ma in mare aperto, dove ci sono le correnti e delle condizioni decisamente diverse e non sempre prevedibili.

Nella maggior parte dei casi, per fare immersioni è necessario un brevetto almeno di primo livello. Questo si può ottenere iscrivendosi a un corso, a cui si accede con delle semplici prove, come restare a galla per 10 minuti, rimanere sott’acqua con gli occhi aperti per 1 minuto e nuotare per 200 metri.

Come già detto sopra, la condizione fisica è molto importante quando si vuole affrontare un’immersione subacquea, dunque si deve stare bene. In casi particolari, poi, come nello scuba diving, bisogna essere pronti a sottoporsi a una differenza di pressione man mano che si scende in profondità. Di conseguenza, si rischia quanto spiegato sopra, ovvero problemi ai timpani, agli alveoli polmonari e la saturazione di azoto.

Tutto questo, naturalmente, può essere evitato prendendo le giuste precauzioni, quelle del buon senso. Prima di tutto, le più volte citate buone condizioni fisiche, il che significa non aver consumato alcolici o sostanze stupefacenti nelle 24 ore precedenti all’immersione, aver mangiato e dormito regolarmente e non essere soggetti a malattie o stati febbrili. Infine, non avere in programma di volare o di andare in montagna nelle 24 ore successive all’immersione, così da evitare problemi dovuti alle variazioni di pressione.

Queste precauzioni valgono sempre, dunque sia in caso di immersioni a basse profondità (di solito, la quota minima per il brevetto di primo livello è di 18 metri), sia in quelle più impegnative. A ciò, ripetiamo, va abbinata un’attrezzatura completa e adeguata al proprio fisico e alla propria esperienza.

 

Come scegliere un centro per le immersioni subacquee

Chi vuole avvicinarsi al mondo delle immersioni subacquee deve rivolgersi a centri specializzati, dove potrà seguire dei corsi mirati e ottenere brevetto. In Italia, ce ne sono parecchi e quelli più conosciuti sono la FIPSAS Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, la CMAS – Confédération mondiale des activités subaquatiques, l’ANIS – Associazione Nazionale Istruttori Subacquei e la PADI – Professional Association of Diving Instructors.

Questi centri sono dislocati in molte parti del nostro Paese, sia in città sia in località di mare. Alcuni offrono corsi che si svolgono, prettamente, in piscina, mentre altri, soprattutto quelli che si trovano sulla costa, organizzano anche i cosiddetti “battesimi del mare”, ossia una prima immersione prima ancora di aver conseguito il brevetto.

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Ciò avviene, naturalmente, in presenza di un istruttore e dopo aver seguito un preciso iter preparatorio che comprende anche una spiegazione dell’uso dell’attrezzatura da immersioni e delle principali manovre di sicurezza. Riguardo, infine, i costi, un corso per ottenere un brevetto di primo livello oscilla tra i 350 e i 450 euro. Invece, il prezzo di un corso avanzato si aggira sui 300 euro, ma dura soltanto pochi giorni.

 

Qualche utile consiglio per la tua immersione subacquea

A chi vuole avvicinarsi all’affascinante mondo delle immersioni subacquee, è utile conoscere alcune informazioni inerenti sia alla preparazione dell’attività sia al suo svolgimento. Volendo riassumere, i consigli più importanti sono i seguenti:

  • Essere in buona salute e aver svolto una vita regolare almeno nelle 24 precedenti all’immersione;
  • Scegliere un centro immersioni riconosciuto e certificato;
  • Saper nuotare ed essere capaci di stare sott’acqua senza problemi;
  • Essere a conoscenza dei pericoli di un’immersione subacquea;
  • Munirsi di un’attrezzatura adeguata;
  • Conoscere le principali manovre di sicurezza;
  • Informarsi sulla località dove ci si vuole immergere e sulle condizioni del mare;
  • Chiedere il supporto di un istruttore esperto.

Seguendo queste poche e semplici regole, immergersi diventerà un piacere e una passione a cui difficilmente si vorrà rinunciare.

 

Dove praticare immersioni subacquee in Italia

L’Italia è un Paese che offre molto agli appassionati di immersioni subacquee, sia dal punto di vista dei centri specializzati sia, soprattutto, delle località dove praticarle. Una delle più belle e gettonate e la Secca Isuela, a Portofino che offre una profondità di circa 50 metri e una ricca e variegata fauna marina.

Chi riesce a stare sott’acqua per una mezz’oretta, potrà scoprire le immense meraviglie che il fondale di questa zona custodisce, tra forme di vita e vegetazione rigogliosa. Attenzione, però, alle correnti che, a volte, sono abbastanza forti.

Sempre in Liguria c’è la Secca di Santo Stefano, quasi 8 chilometri di spazio sottomarino ricco di anfratti, pareti e spaccature e una profondità tra i 18 e i 40 metri. Qui troverai soprattutto cernie, aragoste e pesci San Pietro.

Spostandoci in Sardegna, la Secca del Papa è una delle più famose dell’Area Marina Protetta di Tavolara. Qui, il fondale varia tra i 35 e i 45 metri e offre una variegata presenza di pesci, tra cui cernie, gronghi e murene, ma anche la “Paramuricea clavata”, una specie tipica del Mar Mediterraneo e caratterizzata da intensi colori gialli e rossi.

Scendendo fino alla Calabria, incontriamo la cosiddetta “Montagna Sommersa” di Scilla, meta molto ambita dagli appassionati di immersioni subacquee. Sia per lo spettacolo naturale che per le diverse forme di vita che ospita, è un angolo davvero suggestivo dove immergersi.

Arrivando a circa 15 metri di profondità si può ammirare la meravigliosa vegetazione colorata e la fauna locale, mentre andando più a fondo si incontra la cosiddetta “Foresta del Corallo Nero”, abitata da questa particolare specie di polipo con sei tentacoli.

Infine, concludiamo il nostro viaggio in un lago, ossia quello di Capodacqua, in Abruzzo. Si tratta di uno specchio d’acqua privato situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

Immerso in una natura selvaggia e incontaminata, offre la possibilità di immersioni del tutto particolari, per le quali, tuttavia, serve una guida autorizzata, perché sotto tutela ambientale. La peculiarità di questo luogo è che comprende un sito archeologico, in cui alcune costruzioni sono completamente sommerse dall’acqua.

Immergersi in questo suggestivo lago significa godere di uno scenario davvero unico al mondo e contraddistinto da un’acqua cristallina, da colori variegati e pesci che nuotano senza problemi attorno ai sub.

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Mattia F.
Amante del mare e di tutto ciò che ha a che fare con l'acqua. Sempre alla ricerca di nuove avventure e di onde da cavalcare.
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